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unpuntodisperso
... il pianto... ogni fiore per crescere ha bisogno di acqua e sole... non crescera'abbastanza se non ci sara' la pioggia, non spelendera' come deve se non avra' il calore del suo sole.
sabato, giugno 16, 2007
NOTTE DI VENTO IN STAZIONE
Urla intermittenti
in una notte di vento
ringhianti e stantie
come il color del cemento.
Una bambina gioca
sembra un soffio nel vento
dolce e soave
come il color dell'argento.
Parola straniera
senza senso ed informe
e' un viaggio appagante
in una mente malforme.
Passi nascosti
da questo vento assordante
rinchiusi e attutiti
come una perversione incalzante.
Una frustata di treno
squote orgogliosa la quiete
improvvisa e violenta
come il toro la rete...
gli occhi si aprono
la vista e' sublime
soltanto deserto
in questa notte di aprile.
lost
postato da lostman 16:28 commenti (15)
domenica, maggio 27, 2007
... venerdi' scorso mi ha chiamato il ragioniere della fabbrica in cui lavoro e mi ha chiesto per cortesia di far firmare dei contratti agli interinali della menpower che lavorano per noi perche' lui aveva da fare... sono tutti Senegalesi...
prendo questi contratti, gli do una vista e vedo che la loro scadenza e datato primo giugno... 28 maggio primo giugno... 5 giorni... gli facio... guarda che ci sono almeno 300000 piedi di ordini.... anche se no ne arrivassero altri (il che e' impossibile!) andiamo avanti almeno per 15/20giorni... lo so pero' il 2 giugno e' festa e per risparmiare li facciamo cosi'... mi giro e vado...
li prendo uno a uno e gli faccio fermare questi fogli... tutti leggievano la data di scadenza alcuni con un sorriso beffardo mi guardavano come dirmi "chi e' il poveretto tra noi??", altri commentavano nella loro lingua ridendo ed altri scherzavano dicendomi "ohhhhh... finalmente un contratto di un mese!!"... avendo io un buon rapporto con tutti loro alzavo le spalle, e muovevo la testa come dire mi dispiace...
non mi sono mai vergognato tanto come in quel momento...
questi ragazzi lavorano nella nostra conceria ormai da 4, addirittura chi da 5 anni ed ancora gli fanno questi contratti interinali di 1 massimo 2 settimane... e almeno 6 di loro lavorano tutto l'anno come un dipendente normale...
che SCHIFO!
postato da lostman 22:19 commenti (2)
sabato, maggio 12, 2007
... riciclando alcuni miei vecchi post... per andare avanti...
Ogni tanto penso a come possa essere il rimorso, il dispiacersi di non aver fatto, e in questo "fatto" inglobo tutte le cose che si possano fare, dalle piu' banali e semplici, alle piu' tragiche e sofferte... io il rimorso lo vedo cosi'...
Sdraiata,
col viso spento,
come una foglia
che va col vento
Guardavo
solo ai miei piedi,
senza sapere
dov'eri e chi eri
Pensavo
al mondo che cade,
senza aiutare
chi stava male
Andai
guardanditi in viso,
avevi tutto
tranne il sorriso
Ricordero'
un giorno lontano,
di averti visto
di averti incontrato
Ricordero'
col pianto tra i denti
di averti visto
tra i tuoi lamenti.
lost
postato da lostman 18:44 commenti (3)
domenica, aprile 22, 2007
... oggi ero a casa dai miei... telefona una zia che abita ancora nel mio paese natale e si sente soltanto per informarci di morti di parenti lontani... invece oggi ci dice che e' morta una vecchietta... mi accudiva quando ero bambino... aveva 74 anni e si e' gettata da una finestra della soffitta... aveva 4 figli, il piu' vecchio una cinquantina d'anni e il piu' giovane 36, un mio amico, aveva 10 nipoti, era vedova ormai da anni e fino a qualche mese viveva con la suocera di 101 anni... poi anche lei e' morta... viveva sola.
anni fa il desiderio piu' grande era quello di addormentarmi e svegliarmi gia' vecchio, con qualche nipotino al mio fianco per raccontargli cose e farlo emozionare... un sogno un po' da depresso o da svogliato... ma essendo un grande ascoltatore di storie di ex combattenti, di pescatori, di contadini, di gente che ha sofferto e vissuto ai margini, di pazzi visionari, e non vivendo bene sia l'eta' che vivevo e nella famiglia dove stavo, il motore che mi faceva andare avanti era la speranza di ritrovarmi velocemente vecchio, circondato da ragazzini che rispettassero la mia vecchieia.
questa storia mi rende tristissimo
postato da lostman 17:30 commenti (2)
sabato, aprile 14, 2007
"Hai mai notato che a quest'ora della notte e a questo livello di alcol il corpo comincia a emanciparsi da noi, a rifiutarsi di accendere la sigaretta... a vagare dentro i vestiti in ondeggiamenti da gelatina? Il fascino dei bar, non le pare?, consiste nel fatto che a partire dalle 2 del mattino non e' l'anima che si libera dal suo involucro terrestre e procede verticalmente verso il cielo in quello svolazzo mistico da tendine bianche dei defunti del messale, ma piuttosto la carne che si libera con un po' di meraviglia dallo spirito ed inizia una danza pastosa da statua di cera che si scioglie, per finire nelle lacrime di rimorso dell'aurora, quando la luce obliqua ci rivela, con la sua implacabilita' radioscopica, lo scheletro triste della nostra solitudine senza scampo..."
IN CULO AL MONDO - Antonio Lobo Antunes
postato da lostman 00:05 commenti (1)
sabato, marzo 31, 2007
L'ABBANDONO
Seduto a riscaldare
una sedia... vuota,
di pelle sanguinante
che si scolora
sotto il mio peso...
stanche membra
che si lasciano cadere
e sogni iniqui
che non riescono piu' a scollarsi
tutto e' uniforme,
malinconico,
scontato.
lost
postato da lostman 15:44 commenti (4)
domenica, dicembre 17, 2006
... su suggerimento di una amica... ricomincio a scrivere... e mi butto su qualcosa di attuale...
... il 21 parto per New York... staro' la per natale e per l'ultimo dell'anno... vado ad incontrare la mia "donna storica" che sta lavorando in una galleria d'arte nel chelsea... 4 anni insieme tra alti e bassi e 4 anni lontani... poi riavvicinamento... ragazza intelligentissima, sensibile fino allo sfinimento, scontante, con alti e bassi simili hai vuoti d'aria percepiti sugli aerei... e quando ci sono i "bassi"... dio se e' difficile starci insieme... la tranquillita' che spesso sfocia nella monotonia e' una cosa che aiuta ad andare avanti... con lei no... questo stato di cose non e' nel suo DNA... lei mi adora perche' sono semplice, spesso banale e la impregno di tranquillita' che non ha mai avuto in vita sua e che neanche io so di avere!!!... lei mi fa vedere cose che una mente normale ed equilibrata non percepisce, mi fa sentire unico e vitale, quando mi parla di arte, TUTTA l'arte, mi fa capire cosa significa essere interessati a qualcosa e viaggiare in mondi a me sconosciuti... pero' troppo spesso mi succhia TUTTA l'energia che ho, mi svuota... e quando mi sento cosi' l'unica cosa che voglio e' fuggire via... l'Africa ne e' stato un esempio... qualche mese fa ci siamo rivisti, frequentati per un periodo breve... ci vogliamo bene... questo si vede e si sente... ed ora vado a farmi questa vacanza da lei... speriamo bene...
per il resto... a dicembre mi scade il contratto e non so se me lo rinnovano, il mio compagno di casa si trasferisce quindi ne dovrei trovare un'altro oppure mi dovrebbero aumentare lo stipendio di almeno 300 euro... soluzione remotissima!!!!!... oppure cambiare ancora una volta casa... mi sto sentendo ancora LOST!!!!!!!
postato da lostman 16:59 commenti (3)
sabato, luglio 22, 2006
... stavo riguardando tutte le foto della mia esperienza africana... e questa la considero una delle piu' belle in assoluto

... sto ricostruendo un sito che non so per quale ragione si era perso nell'etere... sto rimettendo tutte le mie foto... potevo fare una cernita perche' ne sono veramente tante... ma in ognuna di esse c'e' una parte di me...
vorrei ampiarlo con foto ed esperienze di altri amici di tutto il mondo che sono stati od ancora vivono la... spero di riuscire a fare una cosa carina... un saluto a tutti
www.capancioni.com\lostman
postato da lostman 17:12 commenti (12)
sabato, maggio 13, 2006
NOTTE AFRICANA
Notte africana le stelle e 2 candele mi fanno compagnia, neanche la luna, questa sera, si e' degnata di comparire, timida, non voleva disturbare. Un assordante silenzio mi circonda, interrotto da qualche gemito di strano animale o da qualche zanzara che mi ronza attorno, ma questa notte e' MIA e nessuno la puo' disturbare o distruggere. Il cielo e' di una bellezza devastande, milioni e milioni e milioni di stelle che si perdono all'orizzonte, sono belle, appassionate, brillanti, sono giocherellone, affascinanti, multiformi, sono diverse e serene, sono lo specchio della mia anima, sono la certezza nell'oscurita', la salvezza nella disperazione, la concretezza nell'immateriale; sono la morte nell'eternita', il sogno nella realta', la ragione nella pazzia; sono un'emozione nel nulla, la verita' nel miraggio, un sorriso nella tristezza; sono una scappatoia in un vicolo cieco, un incontro nella solitudine, un orgasmo nella frigidita'; sono un'alba nella notte, un sole nell'ombra, una voce nel silenzio; sono la consolazione in una lacrima, la ricchezza nella poverta' il coraggio nella paura. Ad ovest c'e' un bagliore, e' il sole che sta illuminando l'altra parte del mondo, ma benevolo, con i suoi raggi discreti, teneramente allieta questa MIA surreale notte africana. Le candele lentamente si stanno consumando, la fiamma sta diventando sempre piu' tremante e fioca e nella scia bianca di cera che si lascia dietro una miriade di piccole formiche stanno giocando a rincorrersi. Arrivano Bobby e Laika, preoccupati perche' questa sera non sono andato da loro a giocare, ma, stranamente rispettosi, si accucciano vicino a me ed insieme torniamo a contemplare questa MIA notte africana.
lost
postato da lostman 21:49 commenti (2)
domenica, aprile 23, 2006
DUE GIORNI CON THE HALO TRUST
Una volta arrivati all’ EPF di Chisala, in Huambo, Tuire ed io ci siamo riposati per ben tre giorni dalla lunga fatica del viaggio. Quindi, riprese le forze, abbiamo rimesso lo zaino in spalla e via, tra le macerie e la voglia di risorgere che si nasconde in ogni vicolo della citta’ del Huambo, per accumulare dati e notizie tra le varie NGO utili alla nostra investigazione. Abbiamo parlato con l’organizzazione Medicos do Mundo per quanto riguarda l’aspetto sanitario, con Oxfam per quanto riguarda l’aspetto igienico, con Christian Children Found ed UNICEF sulla sicurezza alimentare e sulla condizione dei bambini della zona. Tutti i responsabili di queste organizzazioni sono stati molto cortesi, ci hanno accolto benissimo ed hanno risposto a tutte le nostre domande in modo esauriente e completo. Ma l’esperienza piu’ bella ed emozionante l’ho avuta con L’associazione “The Halo Trust” che si occupa dello sminamento della zona. Siamo arrivati verso le 10 di mattina ai cancelli dell’associazione; dall’altra parte della strada c’era un parcheggio con decine e decine di mezzi corazzati appartenenti a “The Halo Trust” e qualche donna che vendeva baccala’ ad un prezzo bassissimo. Ci ha accolto un ragazzone grosso, era enorme, uno di quelli che se lo incontrassi di notte vicino al portone di casa mi farebbe cagare sotto, ci invito’ad antrare e ci fece accomodare nella stanza delle riunioni. Nella sala troneggia una cartina enorme della provincia del Huambo che occupa tutta una parete, davanti a questa un tavolo lungo di legno circondato da sedie di vario tipo, sul lato destro un grande foglio bianco con scritte rosse, dove e’ riportato il nome delle zone sminate o in via di sminamento, il codice della squadra incaricata e le mine trovate e disinnescate. Sul lato sinistro foto di “zapatores” (sminatori) a lavoro, foto di unita’ meccaniche a lavoro e foto di diversi tipi di mine, vicino a queste una bacheca con articoli vari di giornale. All’angolo destro della sala c’era un tavolinetto con una mina “anti Tank” in bella mostra e dall’altro un missile in miniatura con una bandierina americana sulla punta. Eravamo in attesa del responsabile di progetto Domingos Justino. Ogni tanto si affacciava qualche ragazzo in divisa, dava un’occhiata fugace, ci salutava ed andava via; mi sembrava di essere un uno dei quei film di guerra americani, io un qualunque soldato Brian che stava aspettando le direttive di attacco per l’indomani mattina di un qualunque generale Smith. Invece no, io ero un qualunque ragazzo che stava aspettando Domingo Justino, responsabile di progetto di sminamento della zona del Huambo, cio’ significa aspettare colui che libera il mondo dagli ultimi residui di guarra, dalla merda che la guerra si lascia dietro, dalla volgarita’ e l’ ignoranza che i signori della guerra seminano soltanto con lo scopo di raggiungere l’obbiettivo della distruzione totale dell’avversario, sia esso civile o militare, senza pensare alle conseguenze. Dopo un’attesa di circa 20 minuti, arrivo’ il responsabile di progetto, una persona seria ed affidabile, vestita in abiti civili con una croce d’oro che risaltava sopra la maglietta nera. Dopo una fugace presentazione, cominco’ ad introdurci l’organizzazione attraverso una breve storia, risultati ed obbiettivi da raggiungere. The Halo Trust e’ una organizzazione a scopo umanitario, lavora giunta con le NGO; queste ultime rendono noto il “bairros” o “l’aldeias” che ha bisogno di soccorso, e The Halo Trust va con le proprie squadre a controllare il terreno; se si incontrano mine, essi sono incaricati della “pulizia”. The Halo Trust inizio’ il lavoro nel 1994 nella provincie del Bie’ (zona Kuito); nel 1996 inizio lo sminamento della provincia del Huambo; nel 1999 la parte interna della provincia di Benguela e nel 2002 anche la provincia di Kwango-Kubango comincio’ ad essere sminata. Nel loro organico lavorano 270 locali (Angolani) e 4 espatriati; questi si dividono in 18 sezioni di sminamento manuale, 5 sezioni di sminamento meccanico, utilizzati dove il suolo e’ duro, 2 sezioni di ricerca, demarcazione ed educazione al rischio presso i “bairros” interessati, una sezione meccanica di controllo strade ed una unita’ cinofila anche essa utilizzata per il controllo strade. Le mine in Angola sono state collocate in 2 fasi, dal 1975 al 1992 dall’esercito cubano, dalla FAPLAS (esercito governativo) e dall’UNITA (esercito rivoluzionario); quindi, dopo le elezioni del 1992 c’e’ stata la seconda fase che arriva fino al 2002 (data storica della morte del Generale Sabimbi) ed il territorio e’ stato minato dalle forze armate Angolane e soprattutto dall’UNITA per proteggere le zone sotto il loro controllo. A questo punto prese un lungo bastone di legno, stile professore universitario, e cominco’ ad illustrarci la cartina gigante di Huambo alle sue spalle, descrivendoci le zone pericolose, le zone sminate e le zone in via di sminamento. Durante la sua spiegazione, la mia attenzione fu rapita dal diverso colore che hanno le strade, ce ne sono alcune colorate di bianco, alcune di rosso ed alcune di nero. Aspettai un suo momento di pausa e chiesi il significato di quei colori. Comincio’: “Le strade di colore bianco sono quelle sicure, sono strade controllate ed eventualmente sminate; Quelle di colore rosso sono strade sminate per una larghezza di 5 metri, cio’significa che le NGO ne possono usufruire per i loro aiuti ma devono fare attenzione a non andare troppo ai lati; mentre quelle nere sono le strade dove si sono verificati incidenti di mina ed ancora lo sminamento non e’ stato effettuato, quindi off limit al passaggio di veicoli. A questo punto con l’occhio percorro tutto il travagliato tragitto che avevamo fatto con il “jazzi” per raggiungere Huambo, ed il mio sangue si gela quando vedo che la strada che va da Bailundu a Katchiungo e’ nera! Faccio notare la cosa a Tuire ed anche lei e’ trafitta da un fremito di freddo mostrato da una scossa rapida del capo. Comincio a respirare con respiri profondi e costanti per riprendermi dallo chok. Domingos ci dice che tutti gli autisti di lunghe distanze sono a conoscenza delle strade praticabili ed impraticabili, sono informati settimanalmente con bollettini via radio… ma il nostro autista era uno trovato per caso in mezzo al cammino, uno di quelli che porta le donne al mercato con i loro carichi di frutta e verdura o i bambini nella piu’ vicina scuola, come dire… un autista di tram che viaggia nel limitato percorso cittadino, ed OVVIAMENTE non sapeva, non poteva sapere… di giornali, radio e televisori in certi centri rurali dell’Angola non ne immaginano neanche l’esistenza. Ho rischiato la vita senza saperlo, potevo morire nel momento in cui mi sentivo piu’ vivo che mai, nel momento in cui la normalita’ e la banalita’ di una vita mediocre e disillusa aveva lasciato spazio all’istinto, alla voglia di ignoto, ad un desiderio di liberta’ e di esplorazione grondante di ninfa vitale e sogno nello stesso tempo. Passato questo momento di non lucidita’ mentale, abbiamo cominciato a fare alcune domande al signor Domingo sul lavoro e sull’associazione. Nella localizzazione delle mine essi si aiutano con l’antico schedario dei vari eserciti ( quello cubano, L’UNITA, la FAPLAS…) e si appoggiano molto agli ex militari, al Soba ed alla popolazione civile delle zone a rischio. Altre zone dove lavorano sono in Mozambique, Eritrea, Cecenia, Kossovo, Afganistan, Cambogia e Sri lanka mentre sugli appoggi finanziari, i fondi sono stanziati dalla CEE, dal governo Svizzero, Olandese, Americano, Giapponese e dall’organizzazione Medici senza Frontiere. Io volevo anche sapere qualcosa di piu’a livello umano, cosa porta una persona ad essere uno “zapator”; a questa domanda, con la naturalezza di un bambino che abbraccia la propria mamma, mi risponde che questo e’ un lavoro come un altro, si lavora per 30 minuti, un break di 10 minuti e poi ancora a lavorare; il barbiere usa le forbici per lavorare, noi usiamo il metal detector, il rischio e’ minimo se ci si attiene alle norme di sicurezza, bisogna soltanto essere concentrati sul proprio lavoro e fare tutto con estrema cura, come un orafo incastonerebbe il diamante in un anello di oro bianco. Successivamente ci ha mostrato gli indumenti di sicurezza, un casco ed un giubbotto anti proiettile e ci ha parlato un po’ delle mine, ora la piu’ pericolosa e’ un tipo di mina fatta dai cinesi, e’ una mina di plastica e funziona con una batteria identica a quella che si mette negli orologi, non e’ localizzabile con il metal detector e puo’essere attiva per 5-10 anni; quindi ci ha mostrato alcune mine di varie dimensioni e diverse forme. Una mina aveva la forma di una farfalla, e disse che questi tipi di mine sono quelle che uccidono la maggior parte dei bambini in Angola… questi le vedono, le prendono pensando di aver trovato un nuovo giocattolo da aggiungere al pallone fatto di stracci legati o al carretto fatto di lattine tagliate di cocacola messe insieme con ingegnosita’ incredibile, e saltano in aria, come bolle di sapone toccate da un dito impertinente. Con quale coraggio si possono pensare questo tipo di mine, con quale coraggio i capi di governo di un paese che ancora fabbrica mine, tra i quali quello Americano, si presenta e parla di liberta’ e giustizia, con quale coraggio i signori della guerra possono sorridere e vantarsi di vittorie, lasciandosi dietro pezzi di gamba e pezzi di braccia di civili inermi? Poco prima dei saluti finali, ho chiesto spudoratamente se c’era la possibilita’ di andare a vedere degli “zapatores” all’opera in qualche campo minato nelle vicinanze. Domingo, con un sorriso compiaciuto, ha risposto che era molto contento di accompagnarci in un campo minato vicino all’aereoporto, ma prima avremmo dovuto consegnargli una domanda scritta; se saremmo riusciti a scriverla entro quella sera, l’indomani mattina saremmo potuti andare insieme il minuzioso lavoro di questi angeli che si impegnano per il bene dell’umanita’ nella “tarefa H 289” (nome in codice del campo). Scrivemmo nel pomeriggio la carta, tornammo “na rua 104, na casa numero 539 do bairro dos ministros na cidade alta em Huambo” e ci dammo appuntamento alle 8 in punto della mattina successiva. Quella notte chiedemmo ospitalita’ a Carolina, simpaticissima dottoressa equadoregna che lavora per Medicos do Mundo, perche’ dall’EPF di Chisala non c’e’ trasporto prima delle 8 e 30 e di alzarsi alle 4 di mattina per percorrere a piedi i 15 Km che separano questo progetto dell’ ADPP alla citta di Huambo, proprio non ce la sentivamo! Quella notte non chiusi quasi occhio per l’eccitazione ed alle 7 e 45 pronti di nuovo davanti al portone di The Halo Trust. Ovviamente aspettammo per una buona ora e mezza, mai scordarsi che qui in Africa il tempo e relativo e la puntualita’ un optional, quindi salimmo su una jeep dell’ associazione destinazione “bairro de Fatima” vicino all’aereoporto. Nella jeep, oltre che me e Tuire, c’erano anche Domingo Justino, una bella ragazza, penso sia la segretaria, e l’autista. Loro hanno riso e scherzato per tutto il viaggio, mentre io non ho fatto altro che guardarmi in giro, immaginare il lavoro degli “zapatores” ed agitare con un moto vibrante e continuo la mia gamba destra, sembravo un verginello al primo appuntamento con una ragazza, emozionato, rigido ed impacciato. Dopo 15 minuti lascimmo la strada principale e svoltammo a sinistra, lungo questa strada sterrata contadine e contadini che lavoravano alzavano la testa e salutavano felici: loro sanno che questi Angeli lavorano per loro, per dargli territorio coltivabile ed una qualche speranza per il futuro. Arrivammo al campo, sulla destra si vedeva in lontananza l’aereoporto, scendemmo dalla jeep, mi guardai intorno affascinato, e la cosa che mi colpii fu l’innaturale silenzio che mi circondava, soltanto il fruscio dell’erba spazzolata da qualche piccola raffica di vento strideva in quell’irreale silenzio. I miei passi di avvicinamento verso la postazione base mi infastidivano, come da bambino mi infastidiva la lancetta che scandiva i secondi della vecchia sveglia di mio nonno appoggiata sempre sul comodino della mia camera da letto, Quindi cominciai ad appoggiare dolcemente il piede a terra, non perche’ avessi paura, il terreno che stavo calpestando era sicuro, ma perche’ mi sentivo un’intruso, non volevo disturbare quel sovrumano silenzio. Arrivammo alla postazione base, ci accolse l’operatore di campo, ragazzo di soli 22 anni ma molto responsabile e ligio al suo lavoro. Ci fa accomodare sotto una piccola capanna, luogo da dove lui dirigeva le operazioni, e comincio’ a delucidarci sul lavoro in quel campo. Li’ lavorano 3 sezioni di sminamento manuale, ogni sezione e’ formata da 5 “zapatored” e 2 medici; le operazioni sono cominciate il 12 Gennaio del 2004 e fino a quel giorno erano state scovate e fatte brillare 311 mine; queste mine sono state piazzate in diversi momenti e sempre per proteggere l’aereoporto dagli attacchi dei guerrieri UNITA: nel 1985 dalle forze Cubane, nel 1987 dalle forze Governative e nel 2000 dalle forze Armate Angolane; questo differente minamento della zona complica moltissimo il loro lavoro perche’ la posizione delle mine non ha una logica definita. Soltanto un incidente e’ stato registrato nella zona, il 13 Dicembre del 2003, quando salto’ in aria una contadina con il suo bambino in spalla soltanto perche’ voleva espandere il proprio pezzo di terra di qualche metro. Mentre questo parlava, la mia attenzione e il mio sguardo e’ rapito dalla mappa del campo che avevo davanti, appoggiata ad un grande leggio; ogni mina trovata era un cerchietto rosso su questo foglio di carta, ogni mina fatta brillare era una croce rossa dentro il cerchietto rosso su questo foglio di carta, sembrava di aver di fronte la macabra mappa di un Campo Santo, ogni cerchio un corpo, ogni croce la tomba. Terminata la descrizione del campo, ci istrui’ sulle condizioni di sicurezza, ci spiego’ un po’ la segnaletica del campo, ci offri’ i nostri indumenti di sicurezza, un casco ed un giubbotto anti proiettile e ci incamminammo dentro quel cimitero di mine. Paletti alti bianchi e rossi ci delimitavano il campo, paletti rossi con base bianca ci delimitavano la zona sminata, paletti bianchi ci simbolizzavano la mina distrutta e simboli di morte simbolizzavano la mina scoperta ma non ancora fatta brillare; poi, tra la zona da sminare e quella sminata c’erano loro, gli “zapatores”, distanziati gli uni dagli altri da 20 metri, distanza di sicurezza per un eventuale incidente, accovacciati come cani da caccia pronti all’assalto. Ci fermammo ad osservarne uno, alla sua destra gli strumenti da lavoro tutti raccolti in secchio di plastica, un paio di grandi cesoie per tagliare l’ erba alta, una piccola zappa per scavare nel caso in cui avesse incontrato una mina e del filo. Prese una asticella di circa 70 cm, lego’ uno spago ad una estremita’ ed uno spago all’altra, poi lego’ una estremita’ dello spago al paletto che indica il campo sminato, pianto’ un palo ai limiti del campo sminato, e ci lego’ l’altra estremita’ dello spago; si accovaccio’ dietro questa asticella, taglio’ l’erba nel campo da controllare, puli’ con cura togliendo foglie e arbusti, prese il metal detector e lo passo per tre volte sulla parte da controllare. Il metal detector non rivelo’ nulla di sospetto, quindi fece avanzare l’asticella di circa 30 cm, fece un passetto con i piedi, si ripiazzo’dietro l’asticella e ricomincio’ con questo rito perpetuo… fino ad eliminare l’ultima sudicia scoria di una guerra maledetta. E’ un lavoro di una minuziosita’ incredibile; vedere lo sguardo di questo “zapator” fisso sul terreno, la sua schiena curva come un religioso in profonda preghiera ed i suoi gesti morbidi, lenti e ripetitivi, mi davano una sensazione strana, di pieta’ e disgusto, di rabbia e amore, pensando a lui, al suo lavoro, al perche’ di quel lavoro. Sensazioni forti che si accavallavano senza una logica e mi turbavano, come l’ingresso di una novita’ turba la vita di un autistico. Lasciammo quello “zapator” al suo lavoro e lungo il tragitto ne incontrammo altri, tutti distanziati tra loro da 20 metri, tutti che lavoravano con la medesima cura, tutti che eseguivano i medesimi gesti. Durante il ritorno alla postazione base, Domingo vide che c’erano 2 mine localizzate ma ancora inesplose, chiese all’operatore di campo se poteva mostrarci come le mine vengono fatte brillare; lui accetto’ volentieri, chiamo’ via radio tutti gli “zapatores” dicendogli di liberare il campo, poi ando’ verso la zona dove era situato l’esplosivo, a me hanno proibito di vedere questa operazione perche’ si stava utilizzando materiale militare. Una volta concluso questo lavoro, avverti via radio l’aereoporto che da li’ a poco ci sarebbe stata una esplosione; piazzo’ con cura l’esplosivo vicino alle 2 mine ed accese la miccia. Da quel momento avevamo 3 minuti e 30 secondi per andare in una posizione sicura. Ci dirigemmo verso la postazione base, mi posizionai su un piccolo dosso ed aspettai. Il silenzio era rotto soltanto dal conto alla rovescia dell’operatore di campo: “dois minutos, um minutos e trinta segundos, um minutos, trinta segundos, dez segundos, cinco, quatro, tres, dois, umo”… SILENZIO… BOOOOMMMMM… dopo pochi secondi… BOOOOOOOMMMMMM. L’aria si impregno’ di un forte odore di polvere da sparo ed un fumo denso si libero’ nel cielo, poi svani’, come svaniscono i sogni con il passare degli anni. Ritornammo al luogo della deflagrazione, un buco e pezzi di mina neri sparsi in un raggio di 5 metri, uno “zapator” li raccolse e li getto’ con non curanza in una buca chiamata il cimitero delle mine, fece questo gesto con una abitudine ed una consapevolezza amara di chi ha esperienza e sa che quelle 2 mine non saranno le ultime ad essere distrutte. Prima di lasciare il campo minato Domingo ci mostro’ un libro dove tutti i visitatori sono invitati a scrivere impressioni e sensazioni; l’unica cosa che ho scritto e’ stato “Obrigado” (grazie), a nome di tutte quelli madri e quei padri che con la zappa perennemente in mano potranno un domani usufruire di questo terreno rinnovato e SANTO per allargare il proprio orto e cercar di sconfiggere quella maledetta fame che ormai da troppo tempo e’ imprigionata negli occhi dei loro figli. Risalimmo sulla jeep, destinazione Huambo centro, e come qualche ora prima, gli stessi contadini al nostro passaggio alzarono le loro schiene curve ed i loro occhi persi verso di noi, quindi con le loro braccia stanche ed un sorriso raggiante accennarono un timido saluto… risposi al saluto con le lacrime agli occhi.
            
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